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Potenziamento per tutti

La versione moderna del “non so cosa dirle“.

Stai male? Potenziamento.

Stai bene? Potenziamento, se no poi starai male.

Stai così così? Potenziamento, se no peggiori.

Devi operarti? Potenzia prima, così recuperi meglio.

Sei già stato operato? Potenzia dopo, altrimenti l’intervento non serve.

A volte sembra davvero che non esista più una domanda alla quale il potenziamento non possa essere la risposta.

Questa idea è diventata talmente parte della cultura comune che passo una buona metà delle visite a cercare di smontarla.

Il potenziamento può essere utile.

Il problema è aver deciso che debba esserlo quasi sempre, prima ancora di sapere che cosa stiamo cercando di trattare.

Bisognerebbe invece ricordarsi l’ABC della medicina:

prima cerchiamo di capire quale sia il problema.

Poi decidiamo quale possa essere la soluzione o il trattamento.

Sembra banale. Evidentemente non lo è più.

Perché prevenire, gestire e curare non sono la stessa cosa.

E soprattutto non richiedono necessariamente lo stesso intervento.

Vale per lo sportivo che vuole tornare a correre.

Vale per chi ha un dolore da mesi.

E vale anche per la signora di 88 anni che oggi mi ha raccontato: “Continuano a dirmi che devo rinforzarmi”.

Così succede spesso questo: prova a potenziare, ma non ci riesce come dovrebbe.

Perché la biologia non è un’opinione: con l’età costruire forza e massa muscolare può diventare più difficile. Non impossibile, ma certamente meno semplice di quanto lasci intendere qualche tabella di esercizi.

E magari, nel frattempo, continua anche ad avere male.

Conclusione, secondo voi?

Sta male perché non ha potenziato abbastanza.

Oppure:

ha bisogno di integratori.

Sugli integratori torneremo. Promesso.

E torneremo anche su un’altra parola che ormai compare ovunque:

sarcopenia.

Probabilmente la parola dell’anno.

Anche quella merita un post tutto suo.

Per ora mi fermerei a una cosa semplice:

non partiamo dal trattamento.

Partiamo dal problema.

Perché se ogni problema ha già la sua risposta pronta, il rischio è che a un certo punto non stiamo più facendo diagnosi.

Stiamo solo applicando abitudini.

E allora la domanda diventa un’altra:

quando un trattamento è davvero necessario e quando, invece, stiamo semplicemente facendo qualcosa perché ci hanno convinto che “qualcosa bisogna pur fare”?

Qui mi fermo.

Perché da questa domanda nasce una parte importante di Stare bene è diventato faticoso.

In uscita a ottobre 2026.

#SergioCrimaldi #MetodoMCC #StareBeneÈDiventatoFaticoso #PotenziamentoMuscolare #DoloreMuscoloscheletrico

Potenziamento per tutti

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