Viscosupplementazione con acido ialuronico per l’osteoartrosi

La monosomministrazione a lunga durata - 6 mesi - migliora la qualità di vita del paziente e diminuisce il costo di ogni ciclo terapeutico.

L’osteoartrosi è la più comune forma di artropatia nella popolazione anziana, è la causa principale di dolore muscolo-scheletrico e di disabilità e può interessare qualsiasi articolazione sinoviale. Una localizzazione particolarmente frequente è l’osteoartrosi sintomatica del ginocchio che, in Italia, colpisce circa 4 milioni di persone. La gonartrosi sebbene sia un problema comune nei soggetti più anziani, può presentarsi anche nelle persone più giovani nelle quali il rischio di sviluppare tale patologia tra i 35 e i 54 anni, è accresciuta in caso di attività sportiva (calcio, hockey, tennis, ecc.) e in caso di alcune attività lavorative che comportano lunga permanenza in ginocchio, accovacciati o che richiedono il sollevamento di pesi. Nell’età più giovanile hanno maggiore probabilità di sviluppare artrosi i soggetti di sesso maschile, mentre in età più avanzata il sesso più colpito è quello femminile. L’osteoartrosi è una malattia causata da eventi meccanici e biologici che sovvertono il normale accoppiamento di sintesi e degradazione dei condrociti e della matrice extracellulare della cartilagine articolare e dell’osso subcondrale, con perdita di elasticità e usura della cartilagine, osteosclerosi, osteofitosi, ispessimento della capsula articolare e della sinovia, fino a determinare la perdita progressiva della funzionalità articolare. Inoltre, la protezione della cartilagine articolare nei confronti di stress meccanici risulta notevolmente ridotta a causa della riduzione delle proprietà reologiche del liquido sinoviale. Infatti, la presenza di citochine pro infiammatorie, radicali liberi e proteinasi può avere effetto sul metabolismo dei fibroblasti di tipo B portando a una biosintesi di acido ialuronico ridotto sia in termini di concentrazione che di peso molecolare. Di conseguenza, si assiste a una riduzione della viscoelasticità e dell’azione lubrificante del liquido sinoviale, tipica dell’osteoartrosi.
Le terapie infiltrative Una delle terapie più utilizzate e conosciute fin dagli anni ‘80 nell’osteoartrosi è l’infiltrazione intrarticolare di acido ialuronico. L’acido ialuronico è la principale componente idrodinamica del liquido sinoviale presente nelle articolazioni. È un polisaccaride naturale lineare composto di unità alternate disaccaridiche di acido D-glicuronico e N acetil-D-glucosamina con legami β (1 g 4) glicosidici e in base alla lunghezza della catena si distinguono acidi ialuronici a basso, medio e alto peso molecolare. Le sue proprietà viscoelastiche uniche conferiscono la capacità di assorbimento degli shock meccanici a cui è sottoposta l’articolazione e di lubrificazione, mentre la sua dimensione macromolecolare e le sue proprietà idrofiliche sono utili per trattenere fluido nella cavità articolare. L’acido ialuronico possiede sia un’attività biologica che un’attività reologica e meccanica. Queste due attività variano in funzione del peso molecolare e sono entrambe presenti. Con il termine viscoinduzione si indica la capacità dell’acido ialuronico a basso peso molecolare (0,5 e 1 x 106 Da) di attraversare la membrana sinoviale e di ripristinare il metabolismo delle cellule sinoviali con normalizzazione della biosintesi di acido ialuronico endogeno. Inoltre, per indurre una risposta da parte delle cellule sinoviali, l’interazione ottimale fra la molecola di acido ialuronico con i recettori specifici (CD44, ICAM-1, RAHMM) sembra ottenersi solo in un determinato intervallo di PM compreso tra 0.5-4 x 106 Da. Con il termine viscosupplementazione si indica l’azione meccanica di lubrificazione articolare dell’acido ialuronico ad alto-altissimo peso molecolare (Balazs et al.). La viscosupplementazione rappresenta, pertanto, il sostituto temporaneo del liquido sinoviale ed è in grado di ripristinare le sue normali condizioni di viscoelasticità.

La viscosupplementazione La viscosupplementazione con acidi ialuronici aiuta a migliorare le funzioni di un’articolazione osteoartrosica grazie alla capacità di assorbire gli shock meccanici e alla proprietà di migliorare l’attività lubrificante del liquido sinoviale. Il ripristino dell’azione viscoelastica protettiva si traduce in una diminuzione del dolore e in un miglioramento della mobilità articolare. Dal momento che queste attività si prolungano nel tempo, anche quando l’acido ialuronico esogeno non è più presente nell’articolazione, è stato ritenuto che il beneficio terapeutico dell’acido ialuronico possa derivare da un’azione multifattoriale che si esplica attraverso attività anestetiche, antinfiammatorie e citoprotettive. Al fine di aumentare quanto più possibile gli effetti dell’acido ialuronico sono state sviluppate delle tecnologie in grado di accrescere il suo tempo di permanenza nella sede di iniezione. Una di queste tecniche consiste nel legare le molecole di acido ialuronico nativo fra loro con un ponte chimico chiamato cross-linking. Questa metodica di sintesi permette alle catene di acido ialuronico di organizzarsi in un reticolato tridimensionale il cui peso molecolare può aumentare fino a che non è più possibile determinarlo in quanto le catene perdono la loro individualità e il reticolo diventa quasi come “molecola unica”. In queste condizioni, il PM può essere definito come “infinito”.

Dott. Sergio Crimaldi
Dirigente medico specialista in ortopedia e traumatologia
UO ortopedia e traumatologia Ospedale di Livorno

Bellamy et al 2006 The Cochrane library

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Nicola
Ottima esperienza sotto tutti gli aspetti!