Macchè Medicina. Datemi lo spray dei calciatori !
Il calciatore cade.
Mani sulla caviglia.
Faccia da amputazione imminente.
Ed entra lui:
L’UOMO DELLO SPRAY.
Sguardo concentratissimo, aria da intervento salvavita, bomboletta impugnata come ultima speranza.
PSSSSSSSSSS.
Tre secondi.
Il paziente apre gli occhi, si rialza, fa due passi, magari un paio di colpetti della caviglia per completare il protocollo.
E riparte.
La scena resiste da decenni.
Ma la bomboletta si è evoluta: il semplice freddo non era abbastanza sexy.
E allora dentro troviamo:
mentolo, canfora, arnica, salicilati, escina, artiglio del diavolo, bromelina, boswellia.
Ancora un po’ e troviamo anche il medico nella confezione.
Il marketing, inoltre, adora:
ICE. SPORT. ACTIVE. RELIEF. FAST.
Spruzzi e sembra che tutto debba attraversare la pelle, raggiungere muscoli, tendini e legamenti, capire cosa si è fatto male e lavorare prima che l’arbitro rimetta il pallone in gioco.
La cute, però, ha un difetto:
continua ostinatamente a fare la cute.
Il freddo si percepisce subito.
Il mentolo può far sentire subito fresco.
Ma se attribuiamo a una sostanza effetti biologici, la faccenda è più complicata.
Contano sostanza, concentrazione, formulazione, penetrazione, tessuto da raggiungere, tempo di applicazione e, soprattutto, prove di efficacia.
Insomma:
PSSSSSSSSSS è immediato.
La farmacologia un po’ meno.
Eppure la scena è irresistibile.
Uno spruzza serissimo.
L’altro si rialza.
Il pubblico applaude.
Questa liturgia si impara presto.
La vediamo persino sui campi dei bambini.
Devono ancora imparare a stoppare una palla, ma il protocollo della “sceneggiata” è già chiaro:
caduta → smorfia → mani sulla caviglia → spray → resurrezione.
Con un colpetto del piede a terra per certificare la guarigione.
E poi passiamo anni a spiegare agli adulti che sentire qualcosa non significa necessariamente essersi fatti qualcosa, dopo aver insegnato loro il contrario fin da piccoli.
Forse è questo il vero successo dello spray dei calciatori:
non sappiamo sempre quanto curi.
Ma come scenografia funziona da quarant’anni.
